Food Delivery: il mercato cresce anche in Italia

In un paese dove il cibo è una religione, negli ultimi mesi sono esplose anche in Italia almeno tre startup nel settore food: si tratta di Foodora, nata a Monaco di Baviera nel 2014, Foodinho, società 100% italiana e recentemente acquistata dalla società spagnola Glovo e Deliveroo, compagnia valutata 140 milioni di dollari e fondata a Londra nel 2012 con la volontà di seguire anche nel nostro paese il trend del food delivery, già sdoganato precedentemente dal precursore Just Eat, fondato nel 2001 in Danimarca.

Secondo TechCrunch il valore economico del food ordering si aggira attorno ai 70 miliardi di dollari, di cui 9 generati dalle piattaforme di consegna online.

I tre nuovi players hanno, però, una strategia differente rispetto al colosso danese: la piattaforma Just Eat si occupa, infatti, esclusivamente di mettere in contatto i clienti e i ristoranti che già dispongono di un servizio di consegna a domicilio; Foodora, Foodinho e Deliveroo, invece, offrono un servizio di delivery per i ristoranti che originariamente non prevedevano la consegna.

Ma qual è il valore aggiunto di queste startup? Ne ho individuati almeno 3:

  • Velocità

Viene stabilita con il cliente una sorta di “promessa” per cui tutti e tre i competitors garantiscono la consegna del cibo ordinato entro un massimo di circa 30 minuti. Tutto questo è possibile grazie ai drivers dedicati, suddivisi nelle zone più affollate della città.

  • Facilità di pagamento

Avviene attraverso carta di credito o paypal, i cui dati vengono registrati dal sito per eventuali futuri pagamenti.

  • Geolocalizzazione

Permette al cliente di controllare in tempo reale lo stato del suo ordine fino alla consegna dello stesso.

Entrambe le 3 startup hanno deciso di posizionarsi su un mercato diverso rispetto  quello del maggiore competitor JustEast, proponendo un’offerta alimentare di livello e dal costo medio-alto.

Infatti secondo la classifica dei cibi più ordinati troviamo al primo posto gli hamburger gourmet, al secondo posto la pizza e al terzo il sushi.

Si rivolgono quindi ad un target con una buona retribuzione, abituata a lavorare molto e, probabilmente, con poco tempo a disposizione per la pausa pranzo.

Il successo e la diffusione del delivery, comunque, possono dipendere dal fatto che le tre startup danno al consumatore la possibilità di ricevere un ordine richiesto su misura, personalizzato.

L’obiettivo di queste società deve essere quello di raggiungere la leadership di settore e di lasciarsi dietro le dirette concorrenti. Deliveroo ha deciso di puntare in maniera serrata e imponente sulla promozione online, ma anche sull’offline marketing, lanciando una campagna di street marketing, pianificata da MEC e Kinetic, che coinvolge i mezzi di trasporto pubblici e il bike sharing.

Per raggiungere la leadership di settore in un mercato così competitivo è necessario, dunque, per il brand rimanere impresso nella mente dei consumatori, in modo da creare un’associazione automatica nella testa del cliente quando quest’ultimo decide di usufruire di un servizio di food delivery.

 

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